14 novembre 2010

The Price

Chi mi conosce sa quanto io ami profondamente più o meno qualsiasi cosa esca dalla penna/mente/bocca di Neil Gaiman, molti sono stati vittima del mio "spread the Word", e alcuni condividono la mia passione.

Questo per dire che quello che sto per scrivere, è probabile che già lo sappiate, o l'abbiate sentito da me.

Nella consistente produzione di questo autore c'è un racconto, The Price (presente nelle raccolte Smoke and Mirrors e M is for Magic) che oltre a essere secondo il mio rilevantissimo giudizio uno dei più belli che abbia scritto, dev'essere notevole anche ad occhi altrui, tanto da aver ispirato Christopher Salmon a realizzarne una versione cinematografica digitale.

Si sa che al mondo niente è gratis, e in mancanza di qualcuno che ci metta i soldi, nulla è fattibile. Però ormai tutto è 2.0, comprese le produzioni artistiche, quindi se siete come me ansiosi di vedere quest'opera realizzata, metteteci il portafoglio. L'offerta minima è 10$, in poche parole si tratta di toglierci una birra in favore dell'arte. Si può ovviamente offrire anche molto di più, fino a 5000$, e ad ogni scaglione corrisponde un "ringraziamento" relativo alla produzione (una copia in digitale del film, il dvd, il blu ray, le copie autografate, fino a un posto in sezione vip con Gaiman stesso la notte della prima).
Dobbiamo raggiungere i 150000$ entro il primo dicembre, fino ad allora i soldi che decidiamo di offrire verranno solo congelati. Se si raggiunge le cifra, allora le nostre offerte verranno effettivamente prelevate e il film verrà prodotto, se invece non si raggiunge il tetto previsto, i soldi che avete "impegnato" non verranno toccati, e nessuno avrà speso un centesimo.

Io ci ho messo del mio, e se ognuno lo fa, avremo il nostro film.


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31 gennaio 2010

Ricominciare

Devo capire per quale ragione mi viene da scrivere solo quando sono impossibilitata a farlo.
Quando sono sotto la doccia, per strada, o quando come qualche giorno fa la pubblicazione via FTP non funzionava più e la comunità di Blogger era nel panico per una modifica poco annunciata e non ancora del tutto funzionante.
Sospetto che ci sia una componente inconscia, una forte consapevolezza del fatto che a nessuno alla fine importa di cosa sto leggendo, che film ho visto al cinema o che cosa mi sono comprata di recente, figuriamoci cosa ne penso e dio ce ne scampi cosa eventualmente provo.
In sostanza, a nessuno importa di quello che scrivo, quindi non scrivo.

Dev'essere un po' la stessa cosa che mi è successa quando ho smesso di fotografare. Più indietro nel tempo di dipingere, o ancora più in là con gli anni di fare collage.
A me per prima non piaceva ciò che facevo, quindi ho smesso di farlo vedere agli altri, e ho finito per convincermi che non avevo bisogno di farlo.

Mi è stato chiesto perché non faccio più fotografie.
Ho risposto che non mi piacciono le foto che faccio. Che l'immagine che ne risulta non è mai quello che ho visto io. Come i quadri che dipingo non sono mai come li ho immaginati.
Mi è stato dato della cretina.
Con parole molto eleganti, e discorsi circostanziati, ma in sostanza quello è.
Mi è stato chiesto perché lo facevo, come mi faceva stare, mi è stato fatto ricordare come stavo bene sporca di colla e di pittura, immersa in ritagli di carta e pagine di giornale.

Per farla breve, alla fine, qualcosa deve essere stato scosso da qualche parte del mio cervello, perché come potete constatare sto scrivendo anche se non gliene frega a nessuno.
Ho ricominciato a fare qualche foto anche se sono troppo perfezionista perché mi piacciano, e non escludo di riprendere in mano anche ritagli di carta, colla, colori e pennello, anche se so che dirò "che schifezza" ogni volta.


Fatemi indovinare, non sapevate nemmeno che a volte dipingo vero?
Mbeh, sticazzi.

Untitled by ancestralmoon

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