10 aprile 2011

Prince Charming

Da piccola, ti leggevano le favole con principi coraggiosi, principesse in pericolo, streghe cattive.
Sei cresciuta con la convinzione che nella vita, tu saresti stata la principessa, il principe ti avrebbe portata via sul suo cavallo bianco, e la strega, laddove presente, sarebbe stata punita, o almeno rimasta a bocca asciutta.

E l'hai aspettato, quel principe. Già tra i banchi di scuola, sbirciavi per vedere sotto quale faccetta brufolsa e occhialuta si potesse nascondere il tuo. Hai baciato diversi rospi, alle feste, sui motorini, dietro i cespugli nei parchi, sperando ogni volta che fosse quella buona.
Crescendo, hai pensato che forse un bacio non bastasse, e nel dubbio ci sei andata anche a letto, con quei rospi. Alcuni ce l'avevano anche l'aria del principe, e per un po' hai creduto d'aver fatto tombola. Ma quando non è *il tuo*, squame e bozzi prima o poi tornano fuori, sotto il perfetto fondotinta Prince Charming™.

Prima o poi il tuo arriva, però.
E' che non sempre è come nella favola.

Può succedere che sia più Raperonzolo che Principe Eric. Che sia lui ad aver bisogno di essere salvato, protetto e curato. E che la strega, quella che vi mette i bastoni tra le ruote, non sia ben visibile in giro, ma sia un po' nascosta dentro entrambi, a sussurrarvi nel cervello tutte le cose che non potete accettare, tutti i motivi per cui la favola non potrà finir bene.

Nelle coppie vere, non ci si ama mai in modo paritetico e uguale. Uno dei due sarà sempre un po' più innamorato dell'altro, o ci si amerà in modi così diversi da far sembrare che sia così. Ci saranno bivii, e uno prenderà la strada che l'altro avrebbe evitato a tutti i costi, e capirsi sarà difficile. E anche quando ci si dovesse riuscire, il dolore, quello non è che va via con uno schiocco di dita. Quello resta, morde, ed è tuo, tuo soltanto, ed è tanto giusto che non condizioni l'altro, quanto che si sappia che è sempre lì, che ci stai vivendo insieme.

Ormai l'hai capito, il principe sei tu... sei tu quello che combatte e resiste a draghi e foreste infuocate per conquistare la persona che ama. Sei tu quello che accetta prove da superare e mostri da affrontare. Sei tu che sopporterai anche questo dolore, perché è questo il ruolo che hai scelto, perché l'ami.


Ok, non è quanto ti avevano promesso da bambina. Ma sempre una favola stai vivendo.


cenerentola

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01 settembre 2010

Confusione.

E' indubbio che la tendenza umana all'auto contraddizione aumenti con lo stress. In una discussione, più uno si sente confuso di partenza o dal lato del torto più inizia a dire il contrario di tutto quello che ha appena detto, per riaffermarlo dopo una virgola e negarlo nuovamente dopo il punto e a capo.

Così in uno stesso discorso una persona sta con un'altra a riga 2, ma non è una vera relazione a riga 4, anche se si vedono tutti i giorni, e infatti non è rinunciabile a riga 7, pur senza starci insieme a riga 9 e 10. Nel frattempo a riga 3 parla di come equilibrare un altro rapporto, di cui ha paura a riga 6, che rivuole a riga 8 e che a riga 12 non ci sarà mai. Una terza persona, quella delle righe 1 e 5, è morta ma questo non cambierebbe le righe 3 e 12, ma a riga 11 non si sa come farla entrare a una festa di compleanno in cui potrebbe non essere gradita perché a riga 25 scoprirà che il suo cane in realtà non è stato investito da quel tizio nominato a riga 15, ma dalla prima persona, quella della riga 2, che l'ha fatto apposta perché lei avava fatto inciampare il nonno nel libro precedente e lui si era rotto il femore e la poveretta aveva dovuto accudirlo per mesi, quindi investirle il cane era anche un po' il minimo, e poi quello stronzo abbaiava sempre tutta la notte... Nel frattempo la persona della riga 17 si è rotta i coglioni di aspettare che tocchi a lei quindi balza a riga 23 e fa un po' di baccano con un tizio conosciuto a una festa a riga 19, scomodando le vecchiette delle righe 24, 25 (moglie di quello che non ha investito il cane) e 26 che non sentono più nulla nonostante gli apparecchi acustici al massimo e si sa che a briscola chiamata, se non senti chiamare, non ci puoi giorcare. Il problema vero però arriva quando le ragazzine delle righe 13 e 14, che si erano infrattate coi pischelli della riga 18, scoprono alla riga 20 che in realtà sono fratelli e cugini in proporzione variabile e scatenano lo sdegno del vicinato alle righe 21 e 22, ma saltando la partita di carte fallita con un balzo felino, alla riga 27 arriva Eric Forrester che agitando suo affascinante ciuffo bianco salva la situazione annunciando a Brooke Logan di essere in realtà suo figlio rapito in culla dopo il parto e cresciuto dalla capre sull'isola di Creta, e tutto finalmente acquista il senso che il pubblico cercava.

La morale è che io non ci ho capito un cazzo come al solito e ne sono uscita più sconfortata di prima quindi dovrei smetterla di fare domande a cui rischio di avere una risposta...

delirio

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05 giugno 2010

...


POST VUOTO


silenzio prego

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31 gennaio 2010

Ricominciare

Devo capire per quale ragione mi viene da scrivere solo quando sono impossibilitata a farlo.
Quando sono sotto la doccia, per strada, o quando come qualche giorno fa la pubblicazione via FTP non funzionava più e la comunità di Blogger era nel panico per una modifica poco annunciata e non ancora del tutto funzionante.
Sospetto che ci sia una componente inconscia, una forte consapevolezza del fatto che a nessuno alla fine importa di cosa sto leggendo, che film ho visto al cinema o che cosa mi sono comprata di recente, figuriamoci cosa ne penso e dio ce ne scampi cosa eventualmente provo.
In sostanza, a nessuno importa di quello che scrivo, quindi non scrivo.

Dev'essere un po' la stessa cosa che mi è successa quando ho smesso di fotografare. Più indietro nel tempo di dipingere, o ancora più in là con gli anni di fare collage.
A me per prima non piaceva ciò che facevo, quindi ho smesso di farlo vedere agli altri, e ho finito per convincermi che non avevo bisogno di farlo.

Mi è stato chiesto perché non faccio più fotografie.
Ho risposto che non mi piacciono le foto che faccio. Che l'immagine che ne risulta non è mai quello che ho visto io. Come i quadri che dipingo non sono mai come li ho immaginati.
Mi è stato dato della cretina.
Con parole molto eleganti, e discorsi circostanziati, ma in sostanza quello è.
Mi è stato chiesto perché lo facevo, come mi faceva stare, mi è stato fatto ricordare come stavo bene sporca di colla e di pittura, immersa in ritagli di carta e pagine di giornale.

Per farla breve, alla fine, qualcosa deve essere stato scosso da qualche parte del mio cervello, perché come potete constatare sto scrivendo anche se non gliene frega a nessuno.
Ho ricominciato a fare qualche foto anche se sono troppo perfezionista perché mi piacciano, e non escludo di riprendere in mano anche ritagli di carta, colla, colori e pennello, anche se so che dirò "che schifezza" ogni volta.


Fatemi indovinare, non sapevate nemmeno che a volte dipingo vero?
Mbeh, sticazzi.

Untitled by ancestralmoon

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25 luglio 2009

Il caldo fa male. A me almeno.

Tanto per cambiare odio il caldo, tanto per cambiare sono stufa dell'estate e del sole, ormai ci sarete abituati, è la mia solita lamentela estiva, solo un po' anticipata rispetto al solito.
Ieri sera sono tornata a casa che sembravo un concorso di Miss Maglietta Bagnata con i capelli di Crudelia De Mon eppure è stata una mezz'ora davvero purificante.
Uscire stanca dal lavoro e sentire i vestiti appiccicarsi addosso per l'afa due secondi dopo aver lasciato la confortante aria condizionata dell'ufficio è il colpo di grazia ogni giorno.
Ieri il temporale m'avrà sì fregato il giro in moto, ma almeno m'ha rigenerato quel tanto da passare una buona serata serena con un amico. Una cosa abbastanza rara ultimamente.

Forse è solo che il fatto di avere un lavoro fisso è ancora cosa nuova per me, e anche se non mi stanca particolarmente mi abbassa le difese quanto basta da essere preda più del solito delle mie piccole paranoie, i miei piccoli stress, le mie maledette debolezze.
E finisce che punto i piedi sulle cazzate, prendo come vitali questioni davvero di poco conto, dormo male ogni dannata notte.
E a farne le spese finisce sempre per essere chi ho intorno.

Ho bisogno delle mie ferie, di restare a letto tutta la mattina, di non soffrire questo caldo, di non dover guardare l'orologio, di giocare e di ridere, soprattutto di ridere. Quanto mi ha fatto bene ridere, ieri sera.

Devo solo stringere i denti per altri 7 giorni e poi la mia terapia avrà inizio. Una terapia a base di passeggiate, coccole e buon cibo, che poi è quella che preferisco.


Nel frattempo avrei una petizione da zitella acida per i gestori di Facebook. Potete per cortesia cambiare dicitura "People you might know" con "People you might want to know"? Almeno la smetterò di incazzarmi per ogni richiesta di amicizia a casaccio che mi arriva. Se avessi voluto incontrare persone nuove mi sarei iscritta a un sito di appuntamenti. Ma siccome pare che sia usanza comune aggiungere (e accettare) gente a caso perché "ha una foto amichevole" o "siamo entrambi fan della Nutella" o peggio "voglio fare nuove amicizie", cambiate il disclaimer e mi metterò il cuore in pace almeno.

Fine dello sfogo da zitella acida.

facebook

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18 giugno 2009

To do list?

Passeggiare su tacchi di vernice indossando un abito bianco e guanti di rete, sottobraccio a un uomo in completo e panama.
Innamorarmi del sorriso disarmante e discreto di una giapponese.
Dormire in un letto di ferro battuto con il copriletto di broccato.
Passare ore in una libreria raccogliendo i libri che più amo e rileggendone pezzetti ad alta voce.
Fotografare una libellula posata sull'erba senza farla scappare.
Mettermi in pose sciocche davanti allo specchio.
Scrivere bigliettini impacciati come fossi ancora alle elementari, e passarli di nascosto.
Scegliere i gusti della granita per l'accostamento cromatico che danno.
Cambiare tre paia di scarpe nella stessa giornata non sapendo scegliere quale mettere.

Posso fare tutte queste cose? Posso avere la sensazione che da il farle?

E già che ci siamo vorrei anche un abitino arancio che non mi faccia sembrare una balia come quello che ho provato oggi.

Grazie.


Foliage by Ancestral Moon

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27 maggio 2009

Chimera

a volte è come non riconoscersi allo specchio
vedere riflessi non propri negli occhi
la curva del mento erratamente inclinata
alterato il familiare odore di pelle

quella chimera da dietro il vetro
che ghigna soddisfatta e crudele
non importa se tu l'hai scoperta
ha ingannato tutti, quello conta

ma nonostante quello che dicono
non sei tu




Nonostante quello che dici,
quella non sono io.


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29 luglio 2008

Considerazioni...

... senza un preciso ordine né un preciso perché. In pratica un po' di pensieri ammucchiati qui e là da tempo a cui fingo di dare una certa coerenza.
Tema comune: diciamo, con una parola convenzionale, amore.

ATTENZIONE: non adatto a romantici cronici e a chi ha fede certa e assoluta nel Vero Amore. A meno che vogliate guarire, nel qual caso leggete pure.

Prima di tutto, l'uomo giusto non ha mai il contorno giusto. Che è una specie di corollario di l'uomo perfetto non esiste. In poche parole, è pressoché matematico che se trovi un uomo che ami, che ti tratta bene, con cui stai bene a letto, che solo a guardarlo ti sciogli di felicità, molto probabilmente avete idee molto diverse sul futuro e su quello che volete. Qui le scelte sono due: far finta di nulla e divorziare in tempi più o meno lunghi a seconda del reciproco livello di sopportazione, o guardare altrove e accontentarsi di qualcosa di "meno" che però vi da quello che volete. In entrambi i casi, non saprei davvero cosa scegliere.

Avete mai notato che tutte le fiabe finiscono col matrimonio? Poi ti buttano lì "e vissero per sempre felici e contenti" e tu te la bevi. Non ti fanno mai vedere che succede dopo. Perché dopo, la fiaba non è più fiaba. Non ci sono mai coppie felicemente sposate da anni nelle favole. Ci sono solo vedovi, vedove, patrigni e matrigne. L'unica eccezione conferma la regola, ovvero Barbablù, dove la novella sposina trova i cadaveri delle mogli precedenti in cantina. E vissero per sempre felici e contenti.

Ma sto divagando. Dicevo. L'uomo giusto non ha mai il contorno giusto. Il che porta dritti dritti a l'amore non basta. Siamo pragmatici un attimo, a che serve l'amore? A essere felici? Non esattamente. Serve ad andare, perdonatemi il gioco di parole, d'amore e d'accordo con l'altra persona. A essere felici con lei. Ma ahimè, non paga le bollette, non compra da mangiare, e quel che è peggio, non fa avere gli stessi sogni. I soldi non faranno la felicità (anche se secondo me aiutano eccome), ma i sogni sì, e ogni rottura/separazione/divorzio ha origine senza eccezione dalla mancata coincidenza dell'altra persona o del suo contorno con l'idea che abbiamo in testa.
Disillusione, insoddisfazione, divergenza.

In realtà tutto ciò non va preso alla lettera. I fortunati ci sono sempre. Ci sono quelli che vincono alla lotteria, quelli che trovano l'ultimo posto libero a prezzo stracciato per il loro concerto preferito, e quelli che trovano l'Amore Perfetto. Io diffido, ma in fondo ci voglio credere quindi ci credo e li invidio.
Non posseggo verità assolute, e in fondo spero solo di sbagliarmi di grosso, e che l'Amore Perfetto mi stia aspettando sotto il portone per dirmi che non ho capito nulla.
Quel che è successo finora è che ogni volta ho finito per dire a me stessa "te l'avevo detto".

Non si coglie mai il momento esatto in cui una storia finisce. C'è il momento esatto in cui si capisce, e anche quello è difficile da cogliere. Il punto è che il seme della fine non esplode, cresce piano. E ognuno di noi ha la facoltà di decidere, una volta che si capisce che finirà, se chiudere e basta o se vale la pena di prenderne semplicemente atto e ignorare finché si può. Ua storia potenzialmente finita può dare ancora molte gioie e soddisfazioni.


Ma oltre a non avere verità assolute, io non ho neanche risposte né soluzioni. Le mie considerazioni finiscono qui, a mezz'aria.
Tutto quello che posso fare per me stessa è essere sempre almeno in parte lucida e consapevole, e di non aver paura di guardare avanti ben sapendo che posso decidere di non considerare ancora quello che ho visto.

Fa male? Eh certo che fa male. La conoscenza fa sempre male. Ma io ho sete di sapere, e amo le mie cicatrici.


statuine sposi

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15 luglio 2008

Follow the White Rabbit

Nella tana del Bianconiglio a volte invece di caderci ci si va a piedi. O in macchina, o in motoscooter. Ma in ogni caso non è che lo sai prima, anche se lo puoi intuire appena sotto il livello di coscienza, se ti ci alleni. Può essere un bar, un palazzo antico in centro o il vialetto di casa della tua migliore amica. D'improvviso senti il pizzicorino, senti che sta per succedere qualcosa. E poi arriva. E quanto arriva tramortisce come un orgasmo violento.

Il bello dei Bianconigli è che ti dicono cose di te che tu già sai, ma che tieni chiuse da qualche parte e per qualche inspiegabile motivo ignori anche quando ti servono. E il senso di istupidimento che ti pervade davanti all'ovvietà di aver guardato cinque centimetri più in là del solito ha quel sapore misto di rivelazione e conquista che solo l'amaro di sapere che è sempre stato lì rende unico.

Il Bianconiglio rarmente parla direttamente di te. Il Bianconiglio parla, e accatasta piccoli cocci di specchio in cui non puoi evitare di guardare. Il Bianconiglio è maieutico, e spesso e volentieri neanche sa cosa ti sta facendo trovare, né che te lo sta facendo trovare del resto. Può non essere nemmeno consapevole di essere un Bianconiglio, anche se i migliori sono quelli che non solo sanno, ma ci provano tanto di quel gusto da guardare quello che fanno e le reazioni che scatenano.

Io amo i Bianconigli. Amo circondarmene. Le tane dei Bianconigli per me non sono più buche in cui cadere, sono posti in cui mi reco spesso, come a trovare degli amici - cosa che, in effetti, i miei Bianconigli sono.
Le tane dei Bianconigli sono telefonate alle due di notte, chat di ore e birre al bancone.

Forse è per questo che ho sempre odiato Alice, ero gelosa. Era sciocca e insulsa e lagnosa, ma aveva il Bianconiglio.
Beh cara mia, li ho anch'io, adesso, i miei Bianconigli. E sai cosa? Sono pure migliori del tuo.

Ali | Ce'


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29 gennaio 2008

Insonnia(...?)

Sono questi i momenti in cui ti fai delle domande.
Quando alle tre e un quarto del mattino (in Finlandia c'è un'ora di fuso, nda), con una sveglia che suonerà tra non molto, un test nel pomeriggio e un saggio da studiare nei ritagli di tempo, vaghi solitaria nell'etere, leggi blog di gente che non conosci biasimandoti per la pigrizia che ti impedisce di commentarli, di alcuni riconosci i nomi letti chi sa dove in altre notti come questa, e cerchi di riagganciarti al ricordo che sei sicura, da qualche parte ancora esiste, e in vana attesa di un accenno di sonno, lasci galleggiare la coscienza di te tra le parole, adattandovi umore e senzazioni, come se leggessi di te stessa, e scivoli leggera di link in link alla ricerca di... di... cosa?
Ah, che ne so io.
Checcaz... Beh potresti darmi una mano, già che sei qui.
Non sperarci, sei tu quella che si perde in svolazzi sintattici, io son qui solo perché ho fame.
Abbiamo mangiato primo e secondo a cena, e la cioccolata e i biscotti durante il film.
Ma sono le tre e mezza ormai!
Scordatelo, sto aspettando che mi venga sonno, se mangiamo adesso è finita.
Ehm...
Chi è adesso??
Sarei il Sonno, sarei qui da un pezzo in realtà.
Aspetta il tuo turno, io ho fame!!
Zitta tu. E tu, Sonno, che aspettavi a farti notare?
Non ti bastava il fatto di doverti asciugare gli occhi dopo ogni sbadiglio per riuscire a leggere 'ste baggianate che scrivi?
Touchè. Hai vinto, dormiamo.
Ma io ho FAMEEEEE!!
Ecchpp... va bene, panino e poi dormiamo.

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12 novembre 2007

Stralci

Tratto da uno dei tanti deliri miei e dell'Irlandesa:

Sere:
più non ne vuoi più arrivano
Io:
i casi sono due: o il mio radar capisci-approccio è completamente andato in rovina, o faccio effetto solo a fine serata
Sere:
la seconda non è mica da escludere
Sere:
io ne ho un'altra
Sere:
sembra vada di moda esporsi solo a fine serata così, mal che vada, ormai il tempo è passato, la serata l'hai vissuta e se per caso va male tanto saresti andato via in ogni caso
Io:
interessante, non lo sapevo
Io:
comunque sia questo dimostra che il mio blog non lo legge nessuno :P
Sere:
ci sono arrivata in questo preciso istante parlando con te
Sere:
però mi sembra sensato
Sere:
hahaha io lo leggo!
Sere:
e non ci sto provando con te U_U
Io:
hihihi
Io:
sere guarda, se fra dieci anni le cose sono ancora così penose, ci mettiamo assieme io e te :P
Sere:
d'accordo, affare fatto
Sere:
io ho appena deciso
Sere:
che visto che quando cerchi non arriva nessuno e quando non vuoi nessuno arrivano i casi umani
Sere:
mi concentrerò intensamente sull'intenzione di volere XXX ma senza far nulla
Sere:
così tutti dovrebbero rincoglionirsi a metà strada
Sere:
e lasciarmi conseguentemente in pace
Sere:
poi ti dirò se funziona o meno
Io:
(comunque piccolo OT... mentre raccontavi di XXX è arrivato senza preavviso il prete per la benedizione della casa e mi sono nascosta... :P)
Sere:
hahaha
Sere:
minchia di già? a metà novembre?
Io:
ma che ne so guarda
Io:
pensavo fosse un ladro con una scusa

E poi mi si chiede perché amo quella donna. Tsk.

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30 luglio 2007

Post-it

Piccoli appunti tra un viaggio e l'altro.
Bacetti sparsi per i miei pochi, amati lettori.
Tornata in mattinata da una settimana al mare con mamma (con annessa scottatura DOC e sovraccarico di gelato), riparto all'alba alla volta della Normandia. E quando tornerò m'involerò nuovamente, più presto che posso, verso i torridi lidi di Trinacria, con breve sosta per il cambio dei cavalli nel Caput Mundi.
Posso ufficialmente dire di stare scappando.
Dagli studi (un esame dato su tre previsti, immensa delusione di me), dalla città (che pur amo sopra ogni dire), da qualsiasi cosa io sia stata negli ultimi tempi. Questa sarà la mia vacanza, prendermi una vacanza da me. Per una volta non sto scappando dal consorte (che anzi mi manca da strapparmi la pelle), né dalla famiglia (che mi accompagnerà in buona parte delle peregrinazioni), né da problemi di qualsiasi natura (per una volta ho chiuso ogni questione in sospeso).
Lascio a casa la me di sempre, e parto con tanta musica, tanti libri e tanta, tanta voglia di riscoprirmi un po', insieme a posti mai visti.
Obiettivo: tornare stanca morta fisicamente, ma estremamente fresca di mente.
Ad aspettarmi al ritorno, un piccolo sacrificio rituale che sogno da tempo, e per cui conto di essere finalmente pronta. Chi mi conosce sa.

Buona vacanze stelle del mio firmamento, il pensiero più dolce è per ognuno di voi.

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03 marzo 2007

Lady Delirio

Sono tornata a casa a piedi stasera.
La luna era praticamente ancora piena, avevo bevuto del vino con Marzia, ero serena. Non felice non allegra ma serena.

e d'improvviso la notte era troppo bella per aspettare un autobus e ho iniziato a camminare e sono arrivata alla fermata del tram ma c'era quel ristorantino tante volte visto e mai guardato e stavolta non sembrava lo stesso pareva di essere altrove sembrava quella grossa via di avignone e mi sono quasi convinta che a proseguire in quella direzione non sarei arrivata al cimitero ma al palazzo dei papi e ho avuto l'impulso di prendere un tram a caso in una direzione a caso scendere ad una stazione a caso e continuare a camminare ma era una notte troppo bella per prendere un tram quindi ho continuato semplicemente a camminare e una piccola remota parte di me sapeva che stavo percorrendo la strada che avevo percorso per anni due volte al giorno ma i mei occhi vedevano che non era la stessa ora le luci erano forti e scintillanti come mai prima ero a budapest e non avevo voglia di aspettare la linea notturna e camminavo e mi aspettavo di vedere scritto tèr sui cartelli delle piazze e mi stupivo che la gente che incrociavo parlasse italiano e sorridevo non riuscivo a smettere e camminavo guardando in su cercavo a tratti la luna stanotte sparirà e se non dovesse tornare chissà che succederebbe io morirei di certo e guarda mi sono sbagliata questa è praga e com'è che non c'è il museo in fondo a quella via di certo sono solo io che non lo vedo dev'esserci per forza questa è la via che ho fatto con l'acqua nelle scarpe sensazione stupenda follia necessità di condividerla timore che mi sgusci via tra le dita prima di poterla catturare nelle parole

Se è stato il vino compro TUTTA la produzione del prossimo anno.

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Le mie foto
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